Acque contaminate all'ex Sloi, il Comune di Trento firma l'ordinanza: "Le società proprietarie (Tim, Imt, Mit, Nilupa, Vem e Albatro) devono intervenire"
L’ordinanza richiama il principio secondo cui il proprietario, anche se non responsabile dell’inquinamento, è comunque tenuto a mettere in atto le necessarie misure di prevenzione. Le sei società proprietarie dovranno quindi attuare le necessarie misure di prevenzione e trasmettere entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento la relativa documentazione al Comune di Trento

TRENTO. Tim, Imt, Mit, Nilupa, Vem e Albatro dovranno intervenire per impedire che continui la contaminazione delle acque sotterranee dell’’area ex Sloi di Trento Nord, sito inquinato di interesse nazionale.
Ad ordinarlo è il Comune di Trento. Le sei società proprietarie dovranno quindi attuare le necessarie misure di prevenzione e trasmettere entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento la relativa documentazione al Comune di Trento.
L'ordine è contenuto nell’ordinanza firmata dalla dirigente del servizio Sostenibilità e Transizione ecologica Paola Ricchi, che già lo scorso 17 luglio aveva avviato l’istruttoria finalizzata a individuare il responsabile della contaminazione dell’area a valle del Sin Trento Nord Ex Sloi.
Il sito di interesse nazionale di Trento Nord è costituito da tre aree, tra cui l’area industriale dismessa ex Sloi (chiamata Comparto di via Maccani) di proprietà privata. L’attività industriale della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (Sloi) è stata esercitata a partire dal 1939 e si è conclusa nel 1978 a seguito di un incendio. La produzione quasi quarantennale di piombo tetraetile ha procurato un inquinamento prevalentemente da piombo totale, piombo organico e, localmente, mercurio.
L'ORDINANZA
Accertato che la società Sloi, responsabile della contaminazione storica, è estinta ed è stata cancellata dal registro delle imprese di Roma, l’ordinanza richiama il principio secondo cui il proprietario, anche se non responsabile dell’inquinamento, è comunque tenuto a mettere in atto le necessarie misure di prevenzione.
L’ordinanza rileva inoltre che fino a oggi i proprietari delle aree Sin non hanno posto in essere alcuna misura di contenimento della contaminazione.
L’ordinanza del Comune di Trento è stata adottata in seguito alla sentenza del 3 giugno scorso del Consiglio di Stato che si è pronunciato sul ricorso in appello della società Sequenza chiarendo che deve essere il Comune di Trento a individuare il soggetto responsabile della contaminazione ai danni dell’area Sequenza, esterna al Sin. Come da sentenza del Consiglio di Stato, l’ordinanza del Comune obbliga dunque i proprietari a provvedere alle misure di prevenzione, ossia a tutte quelle iniziative necessarie a contrastare o a minimizzare il rischio di danni sotto il profilo sanitario o ambientale in un futuro prossimo.













